Benvenuti

Delicata come una folata di petali di ciliegio, Maleena, procedeva sicura sulla corda tesa, il pubblico di Rimeno Cettonato, piccolo paese cresciuto come una metastasi durante gli anni settanta e ormai clinicamente morto da diverso tempo, osservava rapito la mirabile grazia di quel miracolo pagano.

Ogni piccolo passo, ogni respiro su quel cavo sospeso, montavano a neve l’eccitazione dei paganti. La piccola Marta, figlia del maresciallo dei Carabinieri, stringeva forte la sua bambola Clara coprendole gli occhi di vetro, aveva tanto insistito per accompagnarla al circo ma ora aveva così paura.

I fratelli Oscar e Pierluigi Crovia, propietari dell’omonimo caseificio, trattenevano a stento le risate: “Vai che cade! – sussurrava Pierluigi affondando una gomitata nel costato del fratello – E appena tocca terra scoppia come una bottiglia di dolcetto”.

Intanto, passo dopo passo, la fine della corda e del numero stava per arrivare.

Suor Luisella, che accompagnava i bambini dell’oratorio “Don Bosco”, pregava in silenzio per l’anima di quella povera ragazza, perchè sarebbe caduta, sarebbe sicuramente caduta, le forme feline di quella troietta la turbavano e turbavano i suoi bambini, e il Signore avrebbe provveduto a punirla.

Gran finale: salto mortale all’indietro, Maleena si prepara, i tamburi rullano.

Oscar Crovia scopre di avere una lieve erezione, Marta si stringe al petto Clara e vorrebbe gridare: “Disgraziati! Ci sono dei Bambini!”, Suor Luisella si lascia scappare un sorrisetto maligno sull’angolo destro della bocca.

Al bordo della pista Firulà, il clown, fissa il pubblico e quasi non respira, ha visto i fratelli Crovia ridere, la suora illuminarsi di desiderio di vendetta divina, la piccola Marta indignarsi. Mentre i tamburi rullano il suo corpo diventa di piombo e gli occhi di cristallo.

Silenzio.

Boato, applausi.

Firulà si gira di scatto, Maleena è lassù che sorride e manda baci all’amato pubblico, baci a Marta, sorrisi a Suor Luisella, perfino uno sguardo ai fratelli Crovia.

E per Firulà?

Pensava di morire, il vecchio clown, morire della morte di quell’angelo, e ora che la sua indifferenza lo uccideva era profondamente commosso, felice perchè al prossimo spettacolo sarebbe potuto morire ancora un po’, morire al posto di quella creatura meravigliosa.

Il direttore di pista, intanto, gridava: “Benvenuti al Narcotic Fashion Circus!“.

benvenuti

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~ di simonegraziani su marzo 1, 2009.

Una Risposta to “Benvenuti”

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