Lo Studio Ghibli Colpisce Ancora

•marzo 30, 2009 • 1 commento

C’è un composto chimico che costituisce circa il 66% del corpo umano, che ricopre il 70% della superficie del nostro pianeta, che ha il punto di fusione circa a 0°C e quello di ebollizione intorno ai 100 °C, che in condizioni normali (20 °C, 1 atm) si presenta come un liquido inodore, insapore e trasparente, che ha formula molecolare H2O. Il suo nome in italiano è: “Acqua“.

L’acqua, nella mia vita, ha assunto e assume diversi ruoli: durante gli anni passati a scuola, mentre fingevo di voler diventare un perito chimico, ho imparato a considerarla un solvente; Nel tempo libero è quella cosa che non fa cantare e arrugginisce lo stomaco; In fabbrica è quella roba che mi cade addosso e mi bagna mentre  sto lavorando.

Ma quando arrivo a casa ,e mi metto a disegnare, l’acqua diventa un vero incubo: non solo è difficile da rappresentare ma anche un oggetto elementare, immerso in essa, cambia colore e definizione dei contorni e diventa drammaticamente difficile.

Ma ecco che, all’orizzonte, appare Hayao Miyazaky.

L’ultimo lungometraggio del Maestro, Gake No Ue No Ponyo (Ponyo Sulla Scogliera), non è “soltanto” l’ennesimo capolavoro, una favola godibilissima anche per i bambini un po’ cresciuti, la puntualizzazione che il disegno e l’animazione “a mano” hanno ancora molto da offrire in un panorama di lavori in Computer Grafica (sempre più spesso di livello scadente).

Ponyo Sulla Scogliera è, soprattutto, un meraviglioso spunto per capire come si rappresenta l’acqua: sono innumerevoli gli stili utilizzati (sempre fusi in maniera sorprendente in modo da non stridere col resto dell’animazione): Hokusai e la Disney, Yellow Submarine e i moderni tratti degli Anime, tutti mescolati dalla “Magia Ghibli“. Tutto sembra così facile, tutto è facile.

Quindi consiglio vivamente la visione a tutti perchè ci sono ancora troppi lavori dello Studio Ghibli non distribuiti in Italia, perchè l’acqua non è una cosa banale, perchè “All You Need Is Love” ma, soprattutto, perchè è un bellissimo film.

Lo Studio Continua

Lo Studio Continua

Quarant’Anni E Non Sentirli…

•marzo 30, 2009 • 1 commento

Quarant’anni e non sentirli, così recitava un famoso spot di tanto tempo fa, ed è proprio da uno spot, o meglio da un Carosello, che partono questi quarant’anni.

Era il 1969, un grafico/fumettista/animatore milanese, Osvaldo Cavandoli, propose un nuovo personaggio ad alcune agenzie pubblicitarie che si occupavano della produzione di “Caroselli”. Il cliente non si fece attendere molto: il patron di una famosa azienda produttrice di pentole scelse quel buffo ometto dal tratto così elegante ed essenziale come testimonial (rabbrividisco nel pensare che oggi lo chiameremmo così) per la sua azienda.

Quel personaggio era: “La Linea“.

La raffinatissima sintesi del tratto, le esilaranti storie e la colonna sonora jazzata furono gli ingredienti che fecero subito della Linea uno dei personaggi più amati di Carosello. A completare il capolavoro l’inconfondibile parlata (opera di Giancarlo Bonomi): un grammelot milanese che, sommato ai natali meneghini e al carattere tendente al maligno creano i presupposti per considerare il personaggio un moderno Zanni.

Da allora il buffo ometto iniziò a girare il mondo, a vivere una vita propria al di fuori del suo “lavoro” di testimonial (brrr) pubblicitario. In diverse città della Germania vengono proiettati i suoi cortometraggi per svagare i passeggeri in attesa della metropolitana, in Norvegia viene pubblicata una striscia giornaliera su un quotidiano, i Jamiroquai lo hanno inserito in un video, la sigla finale di una serie delle “Time Bokan” (Yattaman e compagnia bella, per intenderci) è ispirata al personaggio e al suo stile di animazione, perfino Gigi D’Agostino (!) gli ha dedicato un paio di canzoni.

Successo mondiale, quindi, e fortuna per il prodotto a cui è associato. Certo! Infatti all’inizio del 2007  la “marca di pentole” ha deciso di cambiare il logo, eliminando La Linea in favore di uno stile patinato.

Mi astengo dal commentare, come mi sono astenuto dal citare il nome dell’azienda. Solo una considerazione: cucinare dovrebbe essere un’attività gioiosa, prologo di un concerto di forchette tintinnanti, risate, scarpette col pane, macchie di sugo sulla camicia, bicchieri mai vuoti. Certo, si può anche essere patinati, ma io, davanti a un piatto di maccheroni al ragù, preferisco pensare a quel piccolo Zanni al mio fianco e alla sua risata sgangherata e pernacchiosa.

Buon Compleanno, Linea.

Umile Omaggio Al Mito

Umile Omaggio Al Mito

Ridoppiato “Brian Di Nazareth”: Sacrilegio!

•marzo 11, 2009 • 12 commenti

PeVquotilo, centuVione, molto Vudemente

Pilato (Michael Palin) “Life Of Brian”

 Prima di scrivere questo post ho passato un paio di settimane di meditazione presso il santuario di Kuph Tek  in Nepal cibandomi solo di semi di miglio e bevendo acqua piovana, protetto dal “luminoso mantra della pace sublime” scandito da un migliaio di monaci.

Non è servito a niente!

La Rabbia e l’oscurità sono ancora padrone del mio cuore ferito.

Hanno ridoppiato “Brian Di Nazareth“!

Partiamo dall’inizio: i Python hanno avuto 2 tipi di doppiaggio in italiano: il meraviglioso prodotto di “E Ora Qualcosa Di Completamente Diverso“, “Monty Python – Il Senso Della Vita“, “Brian Di Nazareth” e del “Flying Circus” (quest’ultimo misteriosamente scomparso o quasi) e il frettoloso lavoro di Live At The Hollywood Bowl e di Holy Grail, quest’ultimo addirittura doppiato dai guitti (nel senso dispregiativo del termine) del Bagaglino, infarcito di inflessioni dialettali e con traduzioni che spesso tradivano il vero senso e la logica degli sketch originali.

Molto bene, anzi molto male, 2 prodotti stupendi rovinati, fortunatamente esiste la versione in lingua originale.

La tecnologia avanza e il sistema dvd prende il posto del vhs, i film dei Python vengono rimasterizzati e riversati sul nuovo supporto.

Il primo che riesco ad acquistare è “Il Senso Della Vita“, 2 dvd, arrivo a casa con un sorriso da fare invidia al Joker di Cesar Romero: spengo il cellulare, imbandisco il tavolino davanti alla tv con tramezzini, patatine, birrone gelato, portacenere vuoto, sigarette, accendino, baci di dama, Armagnac. Sono pronto alla millesima visione del capolavoro, play… oh mio Dio, è stato ridoppiato! Il nuovo audio è 5.1. Cerco disperato la traccia col doppiaggio originale, niente, deluso ma fiducioso mi rassegno a provare la novità. Sicuramente meno brillante del prodotto originale ma niente di particolarmente tragico, comunque, poco prima di “Crescita E Apprendimento” metto l’audio inglese: sono troppo ortodosso per le novità.

Secondo dvd: “Monty Python E Il Sacro Graal“, 2 dvd, mentre salgo le scale di casa col mio nuovo giocattolo scopro di avere dipinto sul volto il sorriso del Joker di Jack Nicholson, non sono semplicemente felice, sono eccitato e compiaciuto: se hanno ridoppiato il “perfetto” Senso Della Vita avranno sicuramente fatto lo stesso per il Sacro Graal: Addio per sempre Pippo Franco, canticchio “Che Fico” e schiaccio Play… AAAAH! Il doppiaggio originale! mono! Sono sull’orlo di una crisi di nervi.

Terzo dvd: “Brian Di Nazareth“, 2 dvd, il mio preferito in assoluto! Arrivo a casa curiosissimo: se hanno lasciato il vecchio audio ho in mano un classico, se l’hanno ridoppiato sono intrigato dai piccoli cambiamenti, insomma, nulla può andare storto. Questa volta il tavolino sembra imbandito per un banchetto regale, una bella bottiglia di Bordeaux troneggia tra decine di leccornie, magari prendo 2 chili ma ne vale la pena: play…

No… no… NOOOO!

Hanno ridoppiato “Brian Di Nazareth“, uno dei miei film preferiti, in perfetto stile Bagaglino, inutili inflessioni dialettali comprese!

Sorrido, sorrido come il Joker di Heath Ledger, sorrido e vorrei assalire i responsabili con una manciata di fragole, lamponi e mirtilli.

Perchè avete fatto una cosa del genere? Da dove nasce questa convinzione che nella Giudea del 33 D.C. ci fossero toscani, siciliani e quant’altro? C’erano i Romani e parlavano latino, mai visto un film di Asterix? Quello ha senso! Volevate proprio inserire inflessioni dialettali? C’erano i centurioni, poteva andare bene, perchè avete inventato i tosco-israeliti? Perchè? Perchè state distruggendo il lavoro dei Monty Python?

Perchè non andate anche a disegnare dei colpi di sole sulla Monna Lisa? Oppure potreste dare una bella stuccata e imbiancata al Colosseo, se volete si può anche sostituire alla voce di McCartney in “Yesterday” quella di Johnny “Rotten” Lydon?

Vi prego illuminatemi! Ma non aspettatevi comprensione, non aspettatevi pietà, qualsiasi spiegazione avrà un sola risposta, l’unica che merita: EX-TER-MI-NATE!

E ora qualcosa di completamente diverso

•marzo 11, 2009 • 3 commenti
“Wenn ist das Nurnstuck git und Slotermeyer? Ja! Feierhund das oder die Flipperwaldt gersput!”
Traduzione tedesca della barzelletta più divertente del mondo
Il 5 Ottobre 1969 veniva trasmesso sulla BBC il primo episodio del “Monty Python’s Flying Circus“: show costituito da una serie di sketch lisergici, paradossali, surreali e deliziosamente intrisi di elegante humor inglese e satira sociale. Il programma, figlio di altri micidiali esempi precedenti, soprattutto degli show dei Goons (Peter Sellers, Spike Milligan e  Harry Secombe) ma anche di “At Last The 1948 Show“, rimase in programmazione per 4 stagioni e 45 episodi totali.

I 6 Python (Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Terry Jones, Eric Idle, Michael Palin), sull’onda del successo enorme riscosso dal programma realizzarono una manciata di film:

And Now For Something Completely Different, 1971, (E Ora Qualcosa Di Completamente Diverso): Sviluppato attraverso vecchi sketch del Flying Circus ne mantiene l’assenza di trama, in pratica una “puntatona da 90 minuti“, interessante per la reinterpretazione di scenette storiche tra cui: “Nudge Nudge“, “The Dead Parrot Sketch” e  “The Lumberjack Song“.

Monty Python And The Holy Grail, 1975, (Monty Python e il Sacro Graal): La ricerca del Graal da parte di Artù e soci, memorabile la scena del rogo della strega, prodotto con l’aiuto economico di: Pink Floyd, Led Zeppelin e Jethro Tull.

Life Of Brian, 1979, (Brian Di Nazareth): Nascita e morte di un messia: umorismo al vetriolo e tulle, estremamente “politico”, prodotto da George Harrison, incredibilmente divertente dall’inizio alla fine: un capolavoro!

Monty Python Live At The Hollywood Bowl, 1982, (Monty Python Live At The Hollywood Bowl): il titolo dice già tutto, da sottolineare la presenza di alcuni sketch come “The Four Yorkshire Men” inediti in versione Pythoniana.

Monty Python’s The Meaning Of life, 1983, (Monty Python – Il Senso Della Vita): Chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando, perchè esistiamo? Rispondono i Python, Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes del 1983, enorme come lo stomaco del signor Creosoto, tagliente come la falce del signor La Morte.

Che altro dire: provo una forma di venerazione maniacale per i lavori dei 6 Python, conosco a memoria decine di sketch, passaggi dei film, seguo con affetto le carriere soliste dei 5 “sopravvissuti” e festeggio con Spam, un buon bicchiere di Whisky, Spam, Spam, qualche dvd e Spam il 4 ottobre, anniversario della prematura morte di Chapman.

Senta, io non volevo lavorare qui, io avrei voluto fare il boscaiolo

Michael Palin

Dite No al taglio dei finanziamenti al Ministero Delle Camminate Beote

Dite No al taglio dei finanziamenti al Ministero Delle Camminate Beote

Progetto “N”, Sezione 1.0, “Prefazione”.

•marzo 1, 2009 • 3 commenti

 Questa sezione del blog rappresenta il diario di una produzione piuttosto complessa e che mi impegna da ormai diversi anni: Il “Progetto N”.

L’idea di base ha origini abbastanza lontane nel tempo, si potrebbe dire che ha origini nella mia preistoria artistica: un’epoca in cui le idee venivano immagazzinate e tramandate grazie alla memoria, la mancanza della scrittura o, nello specifico, di una tecnica grafica soddisfacente  per rappresentare i concetti elaborati, ha lasciato sospeso in uno stato di ibernazione il “Progetto N” fino a pochi mesi fa. Di quello che ha preceduto l’inizio dello sviluppo che sta avendo luogo in questi giorni restano poche pitture rupestri.

Il “Progetto N” nasce come possibilità di serializzare un personaggio in modo da avere tante storie brevi collegate solo parzialmente tra loro. Durante queste storie brevi si sarebbe capito sempre più del passato del protagonista e delle sue motivazioni facendo risultare le sue azioni e reazioni sempre meno caotiche.

Il passo successivo è stato effetto della necessità di raccontare la storia del personaggio stesso facendola diventare l’argomento principale e non più un inserto all’interno di una serrie di avventure. Le informazioni sul protagonista, sul suo passato e sulla sua psicologia vengono esposte sempre come “pop-up onirici” ma diventano la base della storia stessa.

L’ultima e definitiva modifica dello schema di base del “Progetto N” comprende sempre il nucleo centrale immaginato nel passo precedente, ma a dare forza ai concetti e ai personaggi che popolano il nucleo arrivano 4 gruppi di 4 storie brevi ciascuno organizzati con uno schema di cui parlerò nei prossimi post.

L’ultima cosa che è necessario sapere è che il “Progetto N” sarà spesso il motivo dei miei ritardi nell’aggiornare le altre aree del blog.

 

 Derisione e insulto per il superbo,

la vendetta, come un leone, lo attende al varco.

 

Siracide 27:28

Ennetzcoatl, riproduzione da pittura nel tempio di Azcapotzalco, XV secolo DC.

Ennetzcoatl, riproduzione da pittura nel tempio di Azcapotzalco, XV secolo DC.

Benvenuti

•marzo 1, 2009 • 1 commento

Delicata come una folata di petali di ciliegio, Maleena, procedeva sicura sulla corda tesa, il pubblico di Rimeno Cettonato, piccolo paese cresciuto come una metastasi durante gli anni settanta e ormai clinicamente morto da diverso tempo, osservava rapito la mirabile grazia di quel miracolo pagano.

Ogni piccolo passo, ogni respiro su quel cavo sospeso, montavano a neve l’eccitazione dei paganti. La piccola Marta, figlia del maresciallo dei Carabinieri, stringeva forte la sua bambola Clara coprendole gli occhi di vetro, aveva tanto insistito per accompagnarla al circo ma ora aveva così paura.

I fratelli Oscar e Pierluigi Crovia, propietari dell’omonimo caseificio, trattenevano a stento le risate: “Vai che cade! – sussurrava Pierluigi affondando una gomitata nel costato del fratello – E appena tocca terra scoppia come una bottiglia di dolcetto”.

Intanto, passo dopo passo, la fine della corda e del numero stava per arrivare.

Suor Luisella, che accompagnava i bambini dell’oratorio “Don Bosco”, pregava in silenzio per l’anima di quella povera ragazza, perchè sarebbe caduta, sarebbe sicuramente caduta, le forme feline di quella troietta la turbavano e turbavano i suoi bambini, e il Signore avrebbe provveduto a punirla.

Gran finale: salto mortale all’indietro, Maleena si prepara, i tamburi rullano.

Oscar Crovia scopre di avere una lieve erezione, Marta si stringe al petto Clara e vorrebbe gridare: “Disgraziati! Ci sono dei Bambini!”, Suor Luisella si lascia scappare un sorrisetto maligno sull’angolo destro della bocca.

Al bordo della pista Firulà, il clown, fissa il pubblico e quasi non respira, ha visto i fratelli Crovia ridere, la suora illuminarsi di desiderio di vendetta divina, la piccola Marta indignarsi. Mentre i tamburi rullano il suo corpo diventa di piombo e gli occhi di cristallo.

Silenzio.

Boato, applausi.

Firulà si gira di scatto, Maleena è lassù che sorride e manda baci all’amato pubblico, baci a Marta, sorrisi a Suor Luisella, perfino uno sguardo ai fratelli Crovia.

E per Firulà?

Pensava di morire, il vecchio clown, morire della morte di quell’angelo, e ora che la sua indifferenza lo uccideva era profondamente commosso, felice perchè al prossimo spettacolo sarebbe potuto morire ancora un po’, morire al posto di quella creatura meravigliosa.

Il direttore di pista, intanto, gridava: “Benvenuti al Narcotic Fashion Circus!“.

benvenuti

Comunicato Ufficiale #00

•febbraio 3, 2009 • 1 commento

“…perché tutto ciò che nasce è degno di perire.
Perciò sarebbe meglio se non nascesse nulla.”

Johann W. Gothe (Faust)

Spettabili Internauti,

E’ con estrema soddisfazione e malcelato compiacimento che il “Narcotic Fashion Circus“, nella persona del  Monsieur Loyal Simone Graziani, annuncia la prossima inaugurazione fissata per il 1° Marzo 2009.

Quello che rappresenterà veramente questo blog non è ancora ben chiaro, io stesso sono mantenuto all’oscuro del progetto da alcune mie personalità parallele che cospirano nell’oscurità. Cospirano e sghignazzano. Cospirano, sghignazzano e mi fissano mentre dormo.

Insomma, diciamo pure che “ufficialmente” questo dovrebbe essere il luogo dove pubblicherò tavole, schizzi e fumetti brevi. Dico “ufficialmente”  perchè, e qui voglio prendere le distanze da me stesso definitivamente, alcune categorie di post, mi riferisco in particolare a “EX-TER-MI-NATE!“, ho l’impressione abbiano poco a che fare con l’Arte e siano, invece, pericolose cellule terroristiche dormienti al soldo di alcune mie fanatiche personalità anti-simoniane.

Per ora non posso fare altro che porgere i miei più distinti saluti e, nel contempo, rassicurarVi che nulla sarà lasciato intentato per garantire a questo spazio la serenità necessaria per adempiere al suo compito di divulgazione artistica. Prometto e giuro che, da qui a un anno, tutte le mie personalità saranno riunite al tavolo delle trattative per porre fine al conflitto che ormai insanguina Simone Graziani da più di 3 decenni.

In Fede,

                    Simone Graziani

P.S.: Chi è che sta sghignazzando!?

 
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